pese a ponte, bilance industriali e medicali, noleggio - Tassinari Bilance
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Un piccolo museo
Gaetano Tassinari è un fiume in piena. "Parlate con lui, dell'azienda di famiglia sa tutto, anche più di me", anticipa subito il padre Giuliano, accomiatandosi con un sorriso.
Ed è vero. Di Tassinari Bilance, che è quasi un'istituzione, suo figlio conosce ogni segreto. A partire dalla storia del bisnonno Gaetano, che si chiamava proprio come lui e che l'azienda la fondò nel 1910. Nello stabilimento di Sant'Agostino c'è una bella stanza della memoria che ne ripercorre i primi passi. Un omaggio al capostipite e con esso, alla storia delle bilance. Sembra quasi un museo, e in effetti un po' lo è: racconta un pezzo di vita, e non solo, di un'azienda che si appresta a virare la boa del primo secolo di attività. Il visitatore ci trova una ricca esposizione di antiche bilance. Ci trova i primi prodotti dell'azienda e tra essi i calamai che il fondatore produceva durante la prima guerra mondiale.

"Erano tempi duri e il mio bisnonno che era molto bravo a battere il ferro si adattava a fare un po' di tutto per vivere", dice Gaetano, che il museo l'ha voluto, curato, e lo mostra orgoglioso: è la tradizione dell'azienda. Nella sala ci sono vecchie foto che ritraggono i capostipiti davanti a una delle loro bilance. Altri tempi, quando ancora le bilance elettroniche non erano nemmeno un futuro vagheggiato. Quando per superare i tempi difficili bisognava attingere senza indugio a un insieme di intuito imprenditoriale, tenacia, umiltà e rigore. Nella saga dei Tassinari ritrovi anche questo: probabilmente il loro segreto. Questione di carattere, di tempra e di una professionalità e amore per il lavoro, rivolti alla soddisfazione del cliente se nonno Vannino, come ricorda per esempio ora Gaetano, quando "si trattava di vendere una bilancia per veicoli pesanti da 80 tonnellate e mostrarla ai futuri clienti, mandava a prendere due fette di prosciutto. Era quasi un rituale, lui era molto scrupoloso. Prendeva le due fette e le appoggiava sopra la bilancia: quando la leva cominciava a muoversi era venduta. Ci teneva a dimostrare la propria precisione. Ha passato la sua vita qui dentro, fino ai suoi ultimi giorni, era molto severo soprattutto con se stesso, ma sapeva farsi voler bene da tutti. In fondo era anche un romantico, mio padre è più pragmatico, uno che guarda al risultato, io sono il risultato: una via di mezzo tra i due".

L'intuizione del letto-bilancia.
È impossibile quando si parla di Tassinari Bilance scindere la storia dell'azienda dalla storia della famiglia che l'ha fatta nascere e crescere fino a coprire il 95% del mercato europeo del letto-bilancia, il suo fiore all'occhiello. Tutto cominciato negli anni 60. Il letto-bilancia è un impianto di pesatura per i pazienti di diverse terapie, destinato alle strutture sanitarie: consente di controllare che il paziente mantenga il giusto peso durante il trattamento.
"Abbiamo iniziato con quattro letti, primi in Italia. L'esigenza di questo impianto di pesatura è stata rapidamente capita e abbiamo cominciato a riempire il mercato ospedaliero prima italiano poi europeo. Adesso aziende primarie estere ci chiedono di trasferire ai loro prodotti le nostre conoscenze sulle bilance. Forniamo le competenze ad altre aziende ma il prodotto finito rimane comunque marchiato con il nostro nome".
Nel tempo alla produzione del letto-bilancia si è aggiunta quella della poltrona-bilancia e si sono moltiplicati i modelli. "C'è moltissima richiesta – dice Giuliano – abbiamo ampie prospettive perchè il mercato è tutt'altro che saturo. Ogni volta che si apre un nuovo reparto abbiamo richieste per i nostri impianti". Pionieri dunque, i Tassinari, anche grazie a robusti investimenti nella ricerca. Oggi i loro letti bilancia si trovano nei reparti di dialisi, rianimazione, di terapia intensiva. Eppure l'azienda continua a coltivare la modestia. "Non siamo una multinazionale – dice Giuliano – siamo una azienda a conduzione famigliare con gli stessi dipendenti da vent'anni: tutte persone del territorio del Centese da noi formate".
Aria di famiglia
Nel grande ufficio di Giuliano si respira un'aria tranquilla, allo stabilimento di Sant'Agostino, che insieme alla produzione del medicale è preposto all'assemblaggio delle bilance industriali, si affiancano altre unità prodittive nel ferrarese e nel bolognese. Cento, in provincia di Ferrara, è a una manciata di chilometri con la sua bella tradizione di bilanciai ormai archiviata e consegnata con tutti gli onori alla storia.
"Una volta ce n'erano una trentina soltanto a Cento, adesso siamo rimasti solo noi, hanno tutti cambiato mestiere", dice Gaetano. Molto merito della perseveranza del bisnonno e del nonno, delle capacità di Giuliano, della voglia di fare di Gaetano: tutti centesi doc, fieri in qualche modo di appartenere a quella parte di territorio ferrarese storicamente votato all'industria.

"Nel primo dopoguerra c'era bisogno di tutto e chi aveva voglia di lavorare ce la faceva, come ha dimostrato Gaetano, che ha cominciato a produrre bilance subito dopo aver completato il servizio militare; come ha fatto mio nonno Vannino che ha cominciato costruire bilance giovanissimo. Negli anni Settanta la conduzione dell'azienda è passata dalle mani del nonno a quelle di mio padre. Una fase che ha coinciso con il passaggio dalla bilancia meccanica a quella elettronica. Avevamo dipendenti che erano ottimi fabbri ma non consideravano l'elettronica degna delle bilance.
Ricordo che la prima volta che abbiamo prodotto una bilancia elettronica la guardavano tutti come se fosse un Ufo. Sono stati anni difficili per il nostro settore, molte aziende storiche impreparate ad affrontare il cambiamento sono state costrette a chiudere. Noi abbiamo invece cercato di cavalcare l'onda delle bilance elettroniche.
È stato un periodo particolarmente duro ma ce l'abbiamo fatta, ed è stato sfruttato questo cambiamento epocale per compiere un importante salto in avanti; ora siamo produttori della elettronica stessa".
Un duo affiatato
Nella conduzione dell'azienda i due stili di Gaetano e del padre Giuliano si compensano senza entrare mai in rotta di collisione. "Mio padre è molto diverso da come era mio nonno: tende a delegare molto e ha avuto la capacità di scegliere sempre ottimi collaboratori. Ha sempre avuto anche la capacità di gestire i clienti senza mai fare distinzioni, riuscendo ad accontentarli tutti. Tecnicamente ha buone competenze, ma soprattutto ha la capacità di avere intuizioni formidabili che consentono ai tecnici di ottimizzare il prodotto". In fondo anche la pesatura è un'arte: non a caso i Tassinari, tracciando il profilo aziendale, l'hanno definita così. E che dire, a proposito di arte, del fatto che anche l'incentivazione della raccolta differenziata dei rifiuti, argomento di grande importanza e attualità, può passare per esempio dal peso, con la necessità di commisurare le spese per lo smaltimento con l'effettività quantità di rifiuti prodotta da una unità famigliare o industriale?

La qualità
In fabbrica Gaetano ci sta a pieno ritmo da quando ha terminato gli studi. Ma l'aria dello stabilimento l'ha respirata fin da piccolo, accompagnato dagli insegnamenti del nonno e del padre. "Una cosa che ho imparato è quella di non farmi mai spaventare dalle grosse sfide". Umiltà dunque, ma mai nessun timore reverenziale. Un'altra attività fondamentale dell'azienda è costituito dalla produzione di bilance per uso industriale. "Vendiamo tramite le nostre concessionarie i nostri prodotti con il nostro marchio, ma facciamo anche molto contoterzismo: realizziamo impianti di pesatura anonimi o personalizzati per quasi tutti gli altri bilanciai d'Italia. Questo per mio nonno sarebbe stato inaccettabile, non per mio padre. Ci troviamo molto bene a operare così e i numeri ci danno ragione. Tutti i prodotti, quella della divisione industriale, agro-alimentare, ambientale, dei motori, della pesatura in dinamica ed elettronica, sono costruiti all'interno delle nostre aziende, e sono certificati e omologati dai nostri laboratori. La qualità è l'arma principale per contrastare la concorrenza, anche quella cinese che è particolarmente agguerrita sul mercato delle bilance di piccole dimensioni".
Gaetano ricorda due momenti in particolare di grande soddisfazione: "Il primo quando con il letto-bilancia siamo passati da due celle di carico a quattro, quella fu un'annata eccezionale. Ma una grande soddisfazione ci è arrivata anche dalla realizzazione della prima bilancia dinamica: ci era costata anni di sacrifici. Ora il nostro obiettivo è quello di continuare a crescere, producendo bilance di qualità sempre migliori. Magari riuscendo anche a esaudire le richieste dei clienti che ci chiedono miracoli. Ne avrei di aneddoti da raccontare, sulle aspettative della nostra clientela: alcuni ci chiedono veri e propri miracoli economici".
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